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Meglio la sanità pubblica o la privata?

mucciaccio-lapolitica3Ma è preferibile la sanità pubblica o quella privata?  La domanda viene spontanea anche per il fatto che, spesso, si è costretti, nonostante i costi, a ricorrere a quella privata al fine di evitare le lungaggini della sanità statale. Ma in generale quale sistema può essere preferibile. Abbiamo chiesto il parere a  Claudio Mucciaccio, una delle persone più qualificate per la professionalità e per l’esperienza nel campo sanitario. “Deve continuare il sistema misto”, risponde. I lati positivi e negativi dei siste-mi pubblico e privato.

Claudio Mucciaccio, che attualmente dirige la Asl Roma H, quale commissario straordinario, sostiene che il sistema attuale, cioè misto, va bene, ma oc-corre rivedere parecchie cose per renderlo più fun-zionale e idoneo alle necessità, sia sanitarie, sia e-conomiche.
Dice, infatti, che “la sanità deve rimane-re pubblica per quanto attiene alle strutture fonda-mentali, perché solo questo sistema, basato sulla fi-scalità generale, può garantire i servizi essenziali: servizi che devono partire dal pronto soccorso e ar-rivare fino alle grandi patologie”.
Poi, precisa che “per le patologie minori, la riabilitazione e per que-gli aspetti sanitari che si mescolano con il sociale, l’attività nel privato non è assolutamente da scarta-re. Anzi, tiene a precisare, in alcuni casi è addirittura da preferire, perché il sistema privatistico può con-sentire dei risparmi, naturalmente conservando la qualità. Si tratta di risparmi che la macchina pubblica, finora, non ha mostrato di saper garantire”.

IL SISTEMA MISTO E LA TERRITORIALITA’
“La sanità, quindi, deve continuare a essere un si-stema misto ma con una migliore organizzazione e con un asse dirimente, non basato su aspetti eco-nomici, che vanno sempre tenuti presenti, ma sulla tipologia delle patologie”. Aggiunge che “non va tra-scurata la territorialità. Cosa, questa importante, perché non è vero che fare assistenza al Centro o al Sud sia la stessa cosa che farla al Nord”.
Mucciaccio non tralascia, infine, gli altri aspetti e sottolinea che “non sono importanti solo le profes-sionalità, ma anche la viabilità e le strutture. Sono importanti tante cose che il servizio pubblico nazio-nale può garantire sicuramente.
Comunque, precisa, il servizio pubblico non deve garantire tutto a tutti, ma solo quello che è essenziale, che serve davvero per la salute”.

RIPENSARE LA PRESENZA DELLO STATO
“Riguardo al resto, conclude Mucciaccio, va ripensa-ta la presenza dello Stato, con la certezza che il pri-vato può contribuire anche a risanare il bilancio, senza trascurare la qualità”.
Gli chiediamo, infine, quali sono i settori dove si può agire per risparmiare senza ledere l’efficienza “La riabilitazione, le chirurgie minori, la medicina non d’urgenza, le specialità che non richiedono grandissime, costose e sempre più moderne appa-recchiature”, risponde. “In questo caso, è possibile che i privati possano avere una voce in capitolo e una voce autorevole. Ma, per tutto ciò che è emer-genza e grandi patologie non si può prescindere dall’intervento pubblico”.

 

 

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