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Chi è Claudio Mucciaccio - Le caratteristiche della Asl Roma H

Primario ospedaliero e ricco di una buona reputazione, è conosciuto anche per la sua moralità. Segnaliamo i suoi studi sul cervello umano. Già direttore  generale della “Roma H”, è stato sindaco e assessore di Grottaferrata.
Il suo segreto: amministrare come il buon padre di famiglia.  Le caratteristiche della” Roma H”. “Una Asl di pro-vincia che si estende su 22 comuni e oltre mezzo milione di abitanti, con numerosi ospedali che si assomigliano”.

mucciaccio-lapolitica2Personaggio di grande competenza sanitaria e amministrativa, Mucciaccio da diversi anni è primario di radiologia all’ospedale di Frascati. La sua reputazione in medicina richiama molte persone anche dai paesi limitrofi.

Appassionato del suo lavoro, da oltre venti anni si dedica all’annoso studio del cervello umano: una passione, questa, che non di rado ha salvato tanti pazienti da interventi di cui non necessitavano e pericolosi.

La sua esperienza nell’amministrare la cosa pubblica viene da lontano. Oltre a dirigere la radiologia a Frascati, Mucciaccio ha ricoperto l’incarico di direttore sanitario e direttore generale della stessa Asl Roma H.
Per diversi anni è stato sindaco e assessore del comune di Grottaferrata.
Ma l’elemento che lo distingue e che lo rende molto apprezzato è la moralità.

Le caratteristiche della Asl Roma H
“La Asl Roma H, dice Mucciaccio, è una Asl di pro-vincia, con un territorio piuttosto esteso e una po-polazione di oltre 500 mila abitanti, situati in 22 comuni: il territorio parte da Colonna e termina sul litorale, a Anzio e Nettuno.
Avendo così tanti comuni e così tanti ospedali, questa Asl fa pensare che sia qualcosa di caratteristico rispetto alle altre Asl romane.
Credo, dice il commissario, che se si voglia mettere un’etichetta a questa Asl, oggettivamente si può individuare nella vicinanza a una grande città, qual è Roma.
L’altra etichetta viene dal fatto che storicamente gli ospedali di questa Asl sono nati tra le due guerre o dopo la Seconda Guerra Mondiale: sono ospedali che hanno avuto il loro successo all’inizio, per curare le malattie croniche.
Però, c’è da ricordare che questi ospedali assomigliano moltissimo l’uno all’altro.
Le cose sono andate bene, senza problemi, né per il personale, né per il resto, finché i finanziamenti arrivavano quasi a pioggia senza problematiche di rendicontazione”.

L’obbligo dei bilanci e la crisi
“Adesso, dice Mucciaccio, da quasi due decenni ci si obbliga a fare dei bilanci, per cui ci si è resi conto che questi ospedali, che assomigliano terribilmente l’uno all’altro, non hanno caratteristiche così particolari da invogliare la popolazione a frequentarli in ogni caso e, quindi, si assiste a un flusso negativo di moltissima gente che va negli ospedali di Roma.
Anche perché si è diffusa l’opinione che questi ospedali non diano grandi garanzie e, di conseguenza, si va a Roma”. “
Ma, tiene a precisare Mucciaccio: “Questo in parte è vero e in parte non è vero.
Credo, sottolinea, che la prossima vera battaglia degli ospedali della Roma H sia di caratterizzarsi in qualche maniera posi-tiva, che sia clinicamente più che sufficiente per gli standard europei, per poter sopravvivere.
Ma debbono avere il diritto di sopravvivere e non soprav-vivere solo per un fatto territoriale o una questione sindacale e di posti di lavoro.
No. Debbono fare di più dal punto di vista della sanità italiana, ma soprattutto della sanità romana e provinciale”.

 

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