LA POLITICA

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L'importanza della poliedricità del design

 
In una Torino che, crisi economica a parte, trova  i grandi carrozzieri in serie difficoltà, Arriva una nuova stella del design, Umberto Palermo. Giovane siciliano di origine, ma di adozione lombardo-piemontese in pochi mesi porta sulla scena un’azienda che conta già due sedi, Torino e Milano e una quindicina di dipendenti.

 

 

 

Torino, che da sempre è la patria del design, sta conoscendo un momento difficile in questo particolare settore, reso famoso da tanti nomi illustri. Il panorama che si prospetta oggi non solo è tutt’altro che roseo, ma appare più che mai depresso. Però, un barlume di speranza c’è in qualsiasi momento. E, così, tra le tante famose carrozzerie del capoluogo piemontese, ormai vendute a altri, si affaccia all’orizzonte un nuovo stilista delle forme. E’ un giovane siciliano che ha formato la sua esperienza tra Torino e Milano.

panorama ufficio



 

 

 

E’ Umberto Palermo, già direttore del centro design di Idea Institute, che sfida la sorte in questo momento difficile per l’economia e mostra subito capacità creative che lo distinguono e che fanno pensare alla Torino degli anni passati.

Palermo è estroso, geniale e accattivante, proprio come la sua figura che riesce a far simpatia immediata.


Per lui, non ha importanza nulla se non le linee tracciate su un foglio. Non importa che siano morbide, affusolate o spigolose. Quello che conta è diano luogo a una rappresentazione grafica. Insomma, che sia qualcosa, come sosteneva Leonardo,  che dalla prima parte della prospettiva porti alla figurazione di un corpo. Insomma, queste linee è importante che diano vita a un disegno, che, poi, potrebbe essere l’anticipazione di una futura automobile, o di una motocicletta o di una barca. O, anche di un elettrodomestico, di una caffettiera o di un qualsiasi prodotto.

Lui crede, e molto, nell’evoluzione tecnologica del design e nella sua poliedricità. Per questo motivo, nella nuova sede di UP di Torino affronta il tema delicato insieme a esponenti di rilievo di grandi aziende nazionali e del design piemontese. Sono tecnici e non, perché c’è un risvolto commerciale, che le società analizzano attentamente e apprezzano per i risvolti commerciali.

Tutto questo nella sede della Up Design, di Umberto Palermo, giunta a 305 giorni di vita.

E’ il caso di sottolineare che Palermo si affaccia con grinta nell’imprenditoria, mentre l’economia italiana arranca e a Torino chiudono i battenti o si trovano in forte crisi anche i più famosi carrozzieri, oggi conosciuti come designers. Quelli, per intenderci, che hanno dato il grande nome del design al capoluogo piemontese.

poliedricitàPalermo fa il suo ingresso in questo settore con gran successo. Mette al centro del dibattito la poliedricità del design, che intravede come dna della sua piccola, ma non troppo, azienda. Essa, infatti, nel suo breve lasso di tempo, dalla nascita a oggi, conta due sedi, l’altra è a Milano, e ha una quindicina di dipendenti.

 La sua idea prevalente è trasformare la UP in un luogo dove regna l’eccellenza del design. E’ qualcosa di innato che Palermo non vuole e non può abbandonare, com’è tipico di un artista vero e ricercato.

Ora, a parte i tanti contratti della Up per evolvere i disegn di prodotti anche già noti, nella sua testa è pronta già una strabiliante automobile. Non dice molto su questa vettura da realizzare,  com’è congeniale al suo carattere, e preferisce soffermarsi sulle sue precedenti realizzazioni, “Era” e “Sofia”, le due eclatanti automobili da lui disegnate quando era a Idea institute. Ma durante la conversazione qualcosa trapela e ci svela che la prossima sua realizzazione sarà una berlina sportiva, che dovrà offrire gran confort interno e una linea avveniristica. Vuole colpire immediatamente e siamo certi che può farcela. Quanto alla presentazione, non dice nulla, ma il nostro intuito ci porta a pensare che questa apparizione potrebbe avvenire anche in tempi brevi. A esempio, al prossimo salone dell’automobile di Ginevra nel marzo prossimo.

 Ma torniamo al dibattito interessante sulla poliedricità, voluto proprio per sostenere la tesi della necessità e dell’importanza di realizzare disegni eccellenti e funzionali. Perché tutto questo non va incontro solo alle esigenze dell’utente che ne può godere, ma anche, e spesso, principalmente, soddisfa nel modo migliore le necessità di vendita e di promozione di un prodotto.

imgL’importante, come sottolineato da qualcuno, è scoprire quello che può essere definito un “tesoro”. Il riferimento a Palermo è chiaro, perché i temi che intende affrontare, difficili ma che non lo spaventano di certo, percepiscono quell’urgenza di cui tutti parlano nella vita urbana e anticipano gli elementi chiave del progetto Expò 2015. E qui dovranno emergere maggiormente quelle capacità tecniche e di fantasia che hanno permesso già a Palermo di realizzare qualcosa di diverso. Palermo, insomma, apre verso nuovi orizzonti.

Insieme a lui, in questa spettacolare avventura i suoi due soci che non poco fanno per concepire il nuovo. Sono il designer Alessandro Fini e l’esperto di marketing e comunicazione, Alessandro Monticone. Si tratta di due personaggi di grande rilievo per le loro doti e capacità e che insieme a Palermo possono raggiungere molte vette.

 

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