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Giò di Sarno entusiasma con la sua festa canora

Al Teatro Umberto, la cantante napoletana fa rivivere il Novecento napoletano, entusiasmando la platea del Teatro Umberto. Applausi a scena aperta anche per Nunzio Milo e Alessandro fortunato e per le evoluzioni degli undici ballerini, letteralmente scatenati. Il ricavato a beneficio del Bambin Gesù.

Giò di SarnoIl Novecento napoletano in musica, anzi in uno speciale speciale e travolgente ‘musical’ dal nome ‘Cantanapoli’ che Giò di Sarno ha portato con successo in due serate al Teatro Umberto di Roma.
E’ quanto hanno potuto ammirare i tantissimi spettatori – che hanno fatto il tutto esaurito – nel rivivere insieme alla giovane cantante e cantautrice di Ottaviano (Napoli), e agli altri due cantanti Nunzio Milo e Alessandro Fortunato (tenore), la bellezza e il fascino della canzone napoletana in oltre cinquanta melodie; con loro undici scatenati ballerini che hanno esaudito i desideri e le passioni dei presenti con una serie di cori ed evoluzioni, applauditi a scena aperta. Una compagnia che dallo scorso anno porta in giro per l’Italia questo spettacolo e che già nei mesi scorsi anche a Roma ha registrato unanimi consensi: per una ‘festa’ canora del capoluogo partenopeo che tra canti e balli ha reso omaggio alla grande tradizione scandita dai nomi di Antonio Viviani, Salvatore De Giacomo, Roberto Murolo, Renato Carosone e tanti altri.
La Di Sarno, una donna dalla bellezza prorompente e dalla ‘presenza’ fascinosa di protagonista che sa dare il meglio di sé nei brani cantati con grazia e maestria, e’ ormai un’artista affermata, dopo anni di lavoro e collaborazione con alcuni protagonisti della canzone italiana. Suo è il pezzo “Viento ‘e mare”, scritto e cantato, perno assoluto nelle due ore di intrattenimento nel quale si misura in ruoli diversi, dalla sciantosa alla popolana, muovendosi in un’atmosfera magica e coinvolgente.
“Sono commossa – ha detto alla fine – commossa da quelle persone che pur percependo una pensione minima non sono volute mancare! Non sono riuscita a ringraziare tutti ma se avessi potuto avrei detto “grazie” ad ognuno di quelli che hanno visto in queste due sere Cantanapoli, a quelli che lo hanno rivisto, a coloro che avrebbero voluto vederlo e si sono dispiaciuti che non ci fossero più biglietti. E’ il premio migliore che un artista possa desiderare nella vita. Spesso i premi restano in vetrina, questi successi rimangono invece nel cuore!”.
Il ricavato delle serate è stato in parte devoluto a favore delle “Case di Davide”, gestite dall’Associazione Onlus “Davide Ciavattini” (www.associavattini.org), che accoglie le famiglie dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto di onco-ematologia dell’ospedale pediatrico di Roma “Bambino Gesù”.

L'incantevole voce di Elisabetta Antonini

Al Manzoni di Roma, la cantante siciliana ha strabiliato, e non poco, insieme a Gaia Possenti, al pianoforte, Federica Michisanti, al contrabbasso, e Daniela De Maio al Sax. Interessante interpretazione anche di Giorgio Cuscito al vibrafono. Antonini, di formazione italo-statunitense, racconta, in un’intervista filmata, a parte, l’evoluzione di una passione che dal jazz classico l’ha portata a un gusto tutto italiano, fondendo i due elementi insieme.

Elisabetta AntoniniSi presenta algida e discreta sul palcoscenico, accompagnata da tre sue 'colleghe' che accompagnano la sua voce. Si avvicina lentamente al microfono e inizia la sua performance - la "Women Next Door" – seguita come sempre da numerosi ed entusiastici applausi.

 La giovane cantante jazz Elisabetta Antonini, come sempre, cattura fortemente l'attenzione del folto uditorio del Teatro Manzoni di Roma. Colpisce gli spettatori con una lunga serie di motivi che ripropongono le fascinose sonorità di una musica jazz di altri tempi e offre, al tempo stesso, una convincente dimostrazione delle proprie capacità, canore e interpretative.

Gode, infatti, di una grande capacità non solo nel cantare, perché, pur giovanissima, Elisabetta è 'interprete' di un universo musicale che si è sviluppato negli anni tra l'Europa e gli Stati Uniti caratterizzandosi per una ricerca originale negli arrangiamenti e nelle composizioni, dal jazz più tradizionale a quello contemporaneo. E' esperta altresì nelle sue sperimentazioni attraverso la partecipazione a numerosi concerti - che l'hanno portata a collaborare con artisti del calibro di Paul McCandless e Kenny Wheeler - senza trascurare l'esplorazione nel jazz cameristico con il trio "Un minuto dopo" e il duo "Arpa&Voce Nuance" con Marcella Carboni sul versante del jazz contemporaneo.

  Con "Women Next Door", in cui c’è una presenza 'tutta femminile, da Gaia Possenti, al pianoforte, a Federica Michisanti, al contrabbasso, a Daniella De Maio, al sax alto, cui si aggiunge, in qualità di ospite, Giorgio Cuscito con il suo vibrafono - viene alla ribalta il jazz più classico, quello degli anni '50 e '60, a cominciare da George Shearing, che infiammò le beat generation dell'epoca, per continuare con Frank Sinatra e Nat King Cole. E ancora Louis Armstrong, Billie Holiday, Ella Fitzgerald ed altri ancora. Elisabetta Antonini nel suo musical rende omaggio non solo a questi grandi artisti ma a tutta un'epoca. Lo fa con una voce  calda e suadente , riportando sulla scena una sorta di atmosfera old fashion, sospesa nelle sue reminiscenze. Un brano dopo l'altro, tutti risaltano le sue doti. La giovane singer si impone per le melodie proposte, ben coadiuvata dal suo gruppo e coinvolgendo gli spettatori in un ritmo delicato e rilassante. Il tutto, si conclude, come sempre, con scroscianti ovazioni. 

Federica MichisantiIl suo canto parte da lontano, dal jazz classico, in voga decenni fa negli Stati Uniti, per arrivare a confondersi con il gusto tutto italiano della tradizione della musica italiana. Un jazz decisamente originale, che, a Roma, viene riproposto in questo periodo all’Alexander platz, prima che Elisabetta prenda il volo verso l’incantevole Rio de Janeiro per prender parte a un festival e a una breve tournée. Nell’intervista filmata, racconta la sua formazione e l’evoluzione che l’ha portata alla sua originale musicalità, anche come compositrice di jazz.

 

 

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