LA POLITICA

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La rivoluzione virtuosa degli anziani

Clooney50s"La vera rivoluzione è la virtu'? L'auspicato ( e non tanto utopistico) proposito sembra aver contrassegnato le linee direttrici della recente assise, svoltasi al Palazzo dei congressi di Rimini, per l'annuale megaconvention 'Gold Age' di 50&Piu', l'associazione di ultracinquantenni aderente a ConfCommercio, che è forte di 330 mila iscritti con 1000 sedi in Italia e altre 20 in sette paesi del mondo. La tematica di base si è incentrata sull'assunto "L'Albero della virtu'. Quando l'impegno generale genera frutti per tutti". 

L’affermazione scaturisce dal messaggio, contenuto nel rapporto dal titolo "Prima delle leggi", redatto da 50&Piu' insieme con il Censis. Il messaggio riferisce di una tendenza sempre più' emergente nella nostra società', quella cioè di vivere e compiere azioni capaci di generare non solo il proprio bene, ma anche il bene comune. E’ una constatazione - o perché no una scoperta più definita - che parte da lontano, come il presidente dell'istituto di ricerca, Giuseppe De Rita, ha messo in evidenza nel corso di un'intervista alla stessa associazione: "Siamo malati di 50 anni, dice in sostanza, durante i quali abbiamo curato soltanto gli interessi personali...ma a un certo punto ci si accorge di essere un po' "nudi" nel senso che manca il rapporto con il prossimo, manca la responsabilità collettiva, il saper lavorare con gli altri, ideare un futuro collettivo...".

Il ruolo della politica e delle istituzionistone

Politica e istituzioni, dice De Rita, fanno poco o nulla, anzi dividono, disarticolano: ne consegue una proposta primaria, quella di "Mettere insieme", unirsi .... lo sforzo maggiore che devono fare le organizzazioni sociali, quelle di volontariato, i sindacati, le associazioni di categoria...". Fin qui si può dire che De Rita tocchi uno dei punti di più impellente attualità del mondo d'oggi nelle sue varie articolazioni: come spesso si sente dire a proposito di queste realtà, che operano dal basso ma che non sembrano trovare quegli sbocchi, è il punto più delicato, che consentono di affermarsi con linee guida di comportamento e statuizioni etico-sociali da trasfondere nella realtà politica. Lo 'spessore' ma anche il limite di queste argomentazioni sta purtroppo nel fatto che finora, oltre una certa misura non si è in grado di andare per ostacoli di vario genere. E se torniamo agli over 50, protagonisti di questa ricerca, vediamo come, in una rinnovata capacità di discernimento, esprimano anche loro una certa 'sfiducia' nell'appartenenza ideologica od anche politica (addirittura quest'ultima, nel campione di indagine che ha coinvolto 1200 persone dai 50 ai 65 anni, sta all'1,1%) ed altresì negli schieramenti, mentre si afferma una forma di discrezionalità' o di soggettivismo che tuttavia non si chiude in se stesso, ma, pur nella crisi dell'autorità, cerca il rapporto con gli altri. Non ci sono quindi epigoni di un individualismo rimarcato o esasperato, ma la ricerca costante di un'apertura verso il mondo esterno, visto come possibilità di arricchimento o di miglioramento personale.

La necessità di una guida onesta

E allora come la mettiamo con la politica e la gestione della 'polis'? C'è, si è detto, una certa crisi dell'autorità, ma c'è, comunque, la richiesta di una guida, che non deve essere tuttavia 'carismatica' o di debordante personalità: ad essa si chiede onestà sia in pubblico come nel privato, preparazione e saggezza nei comportamenti ed è quello in buona sostanza che dovrebbe avere una leadership politica che sappia il fatto suo, con la capacità di saper ascoltare i bisogni della gente (lo dice quasi il 60% del campione intervistato), di recuperare la giustizia sociale ( per il 39%) e di saper guardare al futuro (oltre il 34%). Sono "virtù" in senso lato da ricuperare per essere convincenti e credibili? Sì, ma nel senso più naturale e accessibile al punto che sembra quasi si alluda ad una rivoluzione.
"150 mila leggi non bastano a far funzionare bene la nostra democrazia, a dare certezza alla vita sociale ed alla stabilità delle nostre istituzioni, afferma il segretario generale di 50&Piu', Gabriele Sampaolo:” Abbiamo lasciato da parte le virtu' praticate senza le quali le leggi sono svuotate. Dopo anni di soggettivismo, la correzione sembra chiara: va’ dove ti porta la testa e porta con te cuore ed esperienza".

 

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